Orientarsi nella scelta di una scuola yoga non è semplice. Oggigiorno esistono talmente tanti centri yoga e altrettanti maestri, o sedicenti tali, che per un neofita è davvero complicato comprendere a chi rivolgersi per trovare garanzia di serietà e professionalità.

Anche per chi non è nuovo allo yoga e decida di affrontare un teacher training, l’offerta è molto ampia e la scelta difficile. Dopo un confronto più o meno approfondito tra i programmi delle varie scuole e una lettura dei profili degli insegnanti, non resta che affidarsi un po’ all’istinto, o forse alla vita stessa, cogliendo i piccoli segnali che essa ci manda e che portano esattamente in una direzione.
Per me è stato proprio così. Da tempo cercavo una scuola di yoga seria per conseguire un diploma riconosciuto da Yoga Alliance e ogni anno allo Yoga Festival di Roma raccoglievo opuscoli delle varie scuole. È lì che per la prima volta ho letto qualcosa della comunità Ananda, e sono rimasta colpita dai colori, dalle immagini e dal senso di benessere che emanavano le foto del posto e delle persone.

Successivamente nelle mie varie ricerche sul web, mi sono imbattuta in una scuola dal nome “Yogananda”, e totalmente ignara del Maestro a cui si ispirasse, ho fatto visita alla sede di Noicattaro, in provincia di Bari. Non ho trovato la lezione particolarmente ispirante, nonostante l’indubbia bravura dell’insegnante, ma scorrendo la lista dei testi da leggere suggerita dalla scuola, ho visto per la prima volta l’ “Autobiografia di uno yogi” di Paramhansa Yogananda e ho compreso che fosse una figura spirituale autorevole.

In occasione del mio compleanno poi, un caro amico, totalmente estraneo al mondo dello yoga, mi ha regalato “Raja Yoga” di Swami Kryananda, allievo diretto di Yogananda,, scegliendolo a istinto tra gli scaffali di una libreria. Ancora una volta, il Maestro tornava a farsi vedere nella mia vita. Questa volta il segnale mi è parso inequivocabile!

La sorte ha voluto che di lì a poco, un’insegnante di Ananda Yoga, uno di quelli che avevo visto nelle brochures che tenevo a casa, sarebbe venuto a Roma a tenere una lezione: era la prova decisiva per capire se fosse davvero quello lo yoga che cercavo.

tempio-fbLa lezione con Jayadev al museo Maxxi di Roma è stata illuminante! Jayadev, con la sua semplicità e la sua gioia, non ci ha fatto fare nulla di complicato a livello fisico, ma ha usato parole che mi risuonavano dentro, forti e vere: “Le tre componenti essenziali dell’essere umano sono corpo, mente e spirito; se solo una di esse viene trascurata, non è possibile raggiungere la felicità.” Continuando, ha spiegato che lo yoga, che vuol dire “unione”, ci permette proprio di armonizzare questi tre aspetti e di andare verso una gioia piena, profonda, che è proprio il significato della parola Ananda.

Ho sentito immediatamente che questa era la direzione in cui volevo andare: subito dopo la lezione ho parlato con Jayadev e gli ho chiesto come iscrivermi al Teacher Training presso l’Accademia di Ananda vicino ad Assisi… mai avrei pensato che quella scelta si sarebbe tradotta in una delle esperienze più trasformanti della mia vita!

L’Ananda yoga è molto di più di uno stile di Hatha Yoga , è un insieme di insegnamenti e di pratiche che portano verso una vita più profonda e consapevole, libera dalle auto-limitazioni che ognuno di noi si crea.

Attraverso l’Ananda yoga, non solo ho preso consapevolezza del senso di asana, pranayama, bandha, mudra, ecc., ma soprattutto ho finalmente visto quei “sabotatori della mente”, ovvero quegli schemi mentali autolimitanti che mi impedivano di realizzarmi completamente, ovvero di mettere a frutto, senza giudicarli, tutti i doni che mi sono stati dati in questa vita.
Ho compreso che ognuno di noi è come un bellissimo fiore: possiamo scegliere di non innaffiare questo fiore e lasciarlo crescere in maniera selvatica e incompleta, oppure possiamo concimare questo fiore, nutrirlo con cura, energia e amore, e permettere che sbocci e si sviluppi in tutto il suo splendore, con tutte le sue meravigliose qualità, perché è per questo che è stato creato!

Oggi quindi, il mio desiderio più grande, non è solo quello di continuare a prendermi cura del mio “fiore”, ma di aiutare, attraverso l’insegnamento, tante altre persone a fare altrettanto, a sbocciare grazie allo yoga e a gioire della propria bellezza interiore.

(Per scoprirne di più visita il sito ufficiale www.ananda.it)